Tifare per il diavolo... non è un peccato

(2026)

Un amore chiamato Milan

Tra coloro che mi conoscono, e vi assicuro che sono davvero in tanti, molti sanno che tra i diversi hobby che coltivo nella mia vita, uno in particolare caratterizza il mio modo di essere uomo di sport e tifoso del calcio, ovvero nutrire da sempre una grande simpatia e passione per il Milan. Un amore che coltivo fin da quando ero ragazzino.

Se dovessi fare un paragone letterario, è assolutamente unica, la potrei accostare ad un classico intramontabile come il ‘Conte di Montecristo’. Infatti è una rievocazione fatta di attese e di ritorni, di cadute e di trionfi, ma mai banale. Un racconto che ha avuto in Italia e nel mondo una parabola straordinaria caratterizzata da lunghi anni di sofferenza e poi da improvvisi cambiamenti, con cicli di vittorie epocali, per poi cadere nell’anonimato e quindi risollevarsi ancora una volta dalla polvere per toccare le vette che mai si sarebbero potute ritenere raggiungibili.

Nella mia vita da ‘tifoso rossonero’ ho avuto la fortuna di vedere Luther Blisset sbagliare dei gol a porta vuota e ammirare il poker di Van Basten contro il Goteborg.

Il fascino di essere tifoso del Milan è quello di aver visto praticamente tutto: fuoriclasse inarrivabili e schiappe inenarrabili, retrocessioni clamorose e finali leggendarie.

Un milanista non si annoierà mai davanti alla vittoria e allo stesso tempo non cercherà alibi di fronte alla sconfitta, sa che il più forte è padrone del proprio destino ma allo stesso tempo è consapevole del fatto che non sempre il più forte vince. Il milanista è invidiato, ma mai odiato.

Il milanista ha visto tutto, ma questo non può significare abituarsi a tutto, e il futuro sarà anche un’incognita, ma il milanista può stare tranquillo, perché tifare per il Diavolo non è un peccato e poi vuol dire immancabilmente tornare a riveder le stelle …

Cari amici buona lettura … e sempre Forza Milan!

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(puntata del 4 Maggio 2026)