La Befana vien di notte
(2025)
Tradizioni magiche precristiane hanno colorato e colorito anche la tradizione popolare; tra queste, un posto di rilievo lo ha sicuramente la storia della Befana, il cui ‘nome’ deriva dal greco “Epifania”, ovvero “apparizione” o “manifestazione”. Per trovarle, poi, un aggancio cristiano, la si è legata alla figura dei Re Magi. In una freddissima notte d’inverno Baldassare, Gasparre e Melchiorre, per arrivare a Betlemme da Gesù Bambino, non trovando la strada, senza ancora i navigatori, chiesero informazioni ad una vecchietta che indicò loro il cammino. I Re Magi, invitarono la donna ad unirsi a loro, ma essa rifiutò, salvo poi pentirsi di non averli seguiti. Preparò, allora, un sacco pieno di dolci e si mise a cercarli, senza trovarli. La vecchietta, allora, iniziò a bussare ad ogni porta, regalando ai bambini che incontrava dei dolcetti, nella speranza che uno di loro fosse Gesù Bambino.
La Befana si festeggia, allora, dell’Epifania, ed è rappresentata, nell’immaginario collettivo, da una vecchietta bruttissima ma generosa che, viaggiando su di una scopa per i cieli, porta doni a tutti i bambini, riempendone le calze lasciate appese.
Ed è bello, quindi, che nel recupero delle sane tradizioni, che diventano cultura per un popolo, alcuni uomini di buona volontà, tra cui Don Giuseppe Spedicato ed i suoi collaboratori, abbiano voluto continuare a far rivivere, soprattutto ai bambini ma anche a genitori ed adulti, che volgiano continuare a vivere di ‘calore umano’, un’atmosfera da sogno, costruendo un posto dove la Befana potesse lubrificare la sua scopa prima di partire per il suo viaggio annuale. Tutta la magia si compie nell’attesa del mattino che viene (metafora dell’arrivo del Signore), quando, oltre ai regali e al carbone per chi è stato un po’ birbante, i bambini troveranno consumati i biscotti con il latte ed i mandarini preparati per la prodiga Vecchietta e vedranno l’impronta del piede sporco a testimonianza di un passaggio.
Sognare è essenziale per la vita dell’uomo. Quando si spengono i sogni, la vita cade in un oblio esistenziale, senza prospettive e privo di spinte verso quell’oltre o quell’altrove che sono proprie del cammino del Discepolo, dell’uomo realizzato. Ecco perché “La Befana vien di notte…”! Viene a dare luce e colore al tempo dei sogni (la notte) in cui ci si potrebbe, però, rintanare per troppo tempo.
Grazie, allora, a chi in 10 anni ha voluto creare il luogo dove i sogni si cristallizzano in letterine amabili e di una dolcezza riumanizzante; la “Casa della Befana”, però, diviene una ‘casa aperta’, una ‘casa in uscita’ – avrebbe detto Papa Francesco. Le sue porte si aprono non solo ad accogliere ma anche per uscire ed andare a non privare di tutta questa bellezza chi i sogni li ha consumati, coloro i quali sono stati costretti dalla vita a non dormire più la notte. La Befana diviene Solidarietà: questo è il vero motivo che rende bello questo libro di ricordi che oggi è tra le vostre mani.
Fra Paolo Quaranta
Ministro Provinciale Frati Minori del Salento