“Processo all’Innocente” - Musical
(2017)
Intervista su Rai-Regione 15 aprile 2017
“Da cosa nasce l’idea del musical e con quale obiettivo?
Il mio intento è quello di avvicinare la Chiesa alle nuove generazioni e viceversa, attraverso attività di per sé coinvolgenti, educando a donare con semplicità e amore i talenti che ciascuno ha ricevuto sottraendoli alla tentazione del godimento individualistico. Da piccolo mi domandavo come mai in tutte le parrocchie ci fosse un teatro e ciò mi ha fatto capire che in realtà il teatrino parrocchiale nasce proprio dall’esigenza di comunicazione. Un ragazzo, che vive situazioni particolari, attraverso la recitazione e stando insieme con gli altri può superare problematiche personale, e può mettersi in discussione. Inoltre, io credo, che nel teatro possiamo ricevere consensi o critiche e questo ci porta a mettere a nudo noi stessi di fronte alla verità di quello che è il parere del pubblico in sala.
Nelle sue opere ha sempre presentato luminosi modelli di vita…
Mi piace l’idea di portare in scena attraverso il musical la storia di uomini e donne santi, esempi di vita che rispondono ad una chiamata, realizzano un progetto, si donano agli altri. Spesso questi fratelli maggiori nella fede vengono visti come totalmente distanti da noi, quasi come predestinati alla santità, dimenticando forse che sono come noi, forse meno difettosi, o forse solo più coraggiosi di noi. Negli anni passati ho portato in scena figure come Madre Teresa, Francesco, Chiara di Assisi, ma sentivo dentro di me che mancava qualcosa. La risposta l’ho trovata in questi mesi.
Come nasce questo nuovo musical dedicato ai giorni della passione e della morte di Gesù?
“Processo all’Innocente” è una grande scommessa con me stesso. Spesso restiamo senza parole di fronte al mistero del dolore, dell’abbandono, del tradimento, del rinnegamento, della consegna, del giudizio, della condanna, della prova, della morte. Ma se ci fermiamo un istante, ogni giorno ognuno di noi, vive queste situazioni. Attraverso questo lavoro vorrei consegnare allo spettatore questa chiave di lettura: la passione di Cristo è una strada a doppio senso, attraverso la croce siamo stati portati a Dio e Dio è stato portato a noi. Gesù è venuto nel mondo per salvare i peccatori. Egli non è venuto per aiutarli a salvarsi, né indurli a salvarsi, e nemmeno per consentire loro di salvarsi. Egli è venuto per salvarli! Quindi senza Gesù non c’è salvezza! Non c’è un raggio di speranza! Nella presentazione del cd e nella rappresentazione di questa nuova opera teatrale ho voluto sottolineare questa verità con temi musicali pop e contemporanei.
Cosa è importante nell’arte del teatro?
Quando si scrive un’opera in teatro la cosa più importante è toccare il cuore della gente. Una frase in particolare porto sempre nel mio cuore. Ed è un pensiero del grande regista e coreografo Gino Landi che assistendo alla “prima” del musical “Non abbiate paura” a Roma, venendo nei camerini a congratularsi con l’intero cast, accostandosi a me mi bisbigliò nell’orecchio “Sei un incosciente! Poi sorridendomi aggiunse: scrivi, crea i tuoi personaggi e sogna, emozionandoti come un bambino e magari gioisci e piangi pure, ma il giorno in cui non sentirai più nulla dentro il tuo cuore, scendi dal palco e chiudi il sipario”.